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Le grotte di Palinuro |
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Cavità
sommerse |
Lo sperone calcareo di Capo Palinuro si protende
a guisa di zampa d'animale nel mar Tirreno
meridionale.
Le imponenti pareti a strapiombo proseguono
sotto la superficie fino ad una batimetrica di
circa 50 metri. |
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Grotta Azzurra |
E'
la più conosciuta e visitata parzialmente dalle
imbarcazioni. Attraversa la Punta della Quaglia
con un percorso subacqueo di circa 90 metri con
3000 metri quadrati di area sommersa.
La
grotta è un vero e proprio laboratorio di
biologia con le pareti popolate da
un'incredibile varietà di specie animali che dà
la possibilità al subacqueo naturalista di
riconoscere i vari organismi. Si può notare la
competizione per il territorio tra gli aranciati
tappeti di astroides e quelli gialli delle
margherite di mare (Parazoanthus sp.),
forme di vita che sembrano vegetali ma
appartengono al regno animale, come spesso
succede in ambiente acquatico. Le lumachine di
mare e i vermi piatti, non più lunghi di qualche
centimetro, con i loro colori sgargianti
somigliano a piccole
macchie
che si muovono lentamente; tra i rappresentanti
più comuni la viola Flabellina, la lumaca
leopardo a chiazze marroni su sfondo bianco e il
variegato Prostecereo. |
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Grotta
sulfurea di Calafetente |
La
cavità emersa è visitabile a piedi. Scendendo
dalla barca, si entra nella grotta facilmente
percorribile, fino a uno dei due laghi interni,
lungo 60 metri circa. L'aria del lago è
pressoché respirabile, tuttavia la diffusione di
gas tossici
nei
cunicoli interni e laterali rende insidiosa
l'esplorazione della grotta. La grotta sulfurea,
una struttura enorme, complessa, e soprattutto
alla presenza della maggiore sorgente sulfurea
della zona, che insieme alla grotta azzurra è la
più importante di Capo Palinuro. Rappresenta la
manifestazione più evidente del fenomeno delle
acque sulfuree di Capo Palinuro. E' una grotta
molto
pericolosa per il subacqueo, che non viene
inserita nel gruppo da visitare per la presenza
di gas tossici nelle bolle, per la scarsa
visibilità e per la complessità del percorso.
Tatto, olfatto e vista permettono
anche al non subacqueo di rendersi conto del
fenomeno. Siamo di fronte ad un torrente
impetuoso di acque bianche e la mente percorre a
ritroso il loro cammino nelle profondità del
nostro pianeta. C'è anche una zona percorribile
a piedi che conduce ad un suggestivo lago
interno dove si riconoscono cristalli di zolfo. |
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Grotta del
Presepe |
E'
la meno profonda e la più ricca di concrezioni
del Capo. Con una fonte di illuminazione medio
piccola, deve il nome alle numerose stalagmiti
della seconda sala che illuminate parzialmente,
ricordano le statuine di un presepe. La fantasia
di ognuno può interpretare liberamente
ogni
concrezione come l'alveare o il cero.
Caratteristiche le colonne ricurve che partono
dal soffitto in ambiente subacqueo terminando
sott'acqua e le eccentriche che crescono
lateralmente sfidando la gravità. La grotta del
presepe è da considerarsi un piccolo gioiello
della natura. |
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